A proposito di inclusione: l’iniziativa “Momenti di speciale normalità”

Una efficace e reale inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), si dimostra spesso difficile da realizzare e nelle nostre scuole, purtroppo, si registrano ancora situazioni di criticità e inadeguatezza, più o meno gravi. Accogliere la sfida dell’inclusione richiede infatti ad ogni docente la capacità di mettersi in gioco professionalmente e, al contempo, di promuovere un’azione alla pari fra tutti coloro che, con ruoli differenti, condividono una responsabilità educativa. Solo un’azione a “più mani e … più teste” consente, infatti, di:

- fornire risposte speciali e specifiche a chi ha bisogni particolari, senza tuttavia creare delle situazioni di dipendenza ed assistenzialismo e/o di allontanamento dalla sezione/classe di appartenenza;

- sviluppare all’interno del contesto scolastico una diffusa rete di competenze in grado di non lasciare soli gli insegnanti in difficoltà e di “contaminare” anche gli altri contesti di vita del bambino/ragazzo

La prospettiva inclusiva è profondamente legata all'idea di eguaglianza nella diversità cioè alla convinzione che, per assicurare il benessere bio-psico-sociale ed il successo formativo, è indispensabile garantire a tutti gli alunni uguali possibilità di ricevere un trattamento diverso. L’iniziativa “Momenti di speciale-normalità”, rivolta a tutti gli alunni e ai docenti dell’istituto, è stata realizzata per la prima volta nell’anno scolastico 2009/2010 dalla Commissione Inclusione alunni BES. Da allora, ogni anno, per un’intera settimana di scuola, la quotidiana attività educativodidattica viene arricchita da spunti di lavoro e di riflessione (documentati e aggiornati ogni a.s. nell’apposito vademecum realizzato per l’iniziativa) finalizzati a far prendere progressivamente consapevolezza che il tecnicismo e la specificità degli interventi educativo-didattici, attivati per gli alunni con bisogni educativi speciali, avranno tanto più successo quanto più saranno legati alla normalità, cioè al contesto di vita quotidiano. Solo in questo caso si potrà parlare di specialenormalità, ossimoro molto efficace per descrivere una serie di interventi che, pur essendo specifici, tecnici, sensibili, attenti e metodologicamente più ricchi e vicini ai bisogni dell'alunno, risultano comunque ben inseriti nel normale "tessuto" di vita della classe.

Tale approccio metodologico è la cornice per l’azione all’interno della quale offrire:

- interventi metodologicamente attenti (ancoraggio alla teoria) e realizzati “ad hoc” (lavoro specifico sulle competenze   residue e in relazione alla zona di sviluppo prossimale); - spunti per arricchire progressivamente la didattica quotidiana: introduzione di approcci metodologici differenti per stili di apprendimento differenti (peer tutoring, cooperative learning, flipped classroom, ecc.);

- situazioni di insegnamento-apprendimento sempre più inclusive: classe come contesto in cui c’è spazio di insegnamento per tutti i docenti (co-teaching: compresenza didattica inclusiva), luogo di relazione in cui ogni alunno può apprendere tra gli altri e con gli altri.

 

 

A cura della docente Ilaria Cervellin

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